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Rapporto di sostenibilità 2018

Lettera del Presidente

Lettera del Presidente

Negli ultimi anni il concetto di responsabilità sociale d’impresa si è trasformato profondamente, e molteplici interpretazioni si sono succedute nel modo di intendere la parola “sostenibilità”. Si è inoltre imposto - e ciò è tanto più valido per un’azienda con la nostra tradizione - un nuovo codice del “saper essere impresa”, necessario per entrare in sintonia con strategie concrete, nel cui ambito si affermino, rinnovandosi, i valori di realtà imprenditoriali chiamate per legge a rendicontare la propria visione sul futuro.

Il Rapporto di sostenibilità che avete tra le mani non vuole soltanto rappresentare le iniziative, gli obiettivi e i progressi realizzati da Cattolica Assicurazioni nell’ambito della sostenibilità, quanto rendere partecipi i nostri stakeholder, ognuno con specifiche esigenze e competenze, di un’avventura di sviluppo aziendale realmente consapevole.

Cogliere la ragion d’essere di un cammino sostenibile, del resto, non significa altro che immergersi nelle molteplici mutazioni della realtà socio-imprenditoriale odierna, mettendo al riparo un coefficiente di crescita futura di cui non si trova traccia nel conto economico.

Come Cattolica, sappiamo bene che il meglio dell’agire di un’azienda è rappresentato dai rapporti che essa riesce ad innescare con la comunità in cui è inserita. Non solo limitatamente a chi lavora ogni giorno in una delle nostre sedi o delle nostre agenzie, ma soprattutto nelle modalità in cui il lavoro di ciascuno è percepito dall’esterno e impatta su di esso. Questo sguardo, attento anche al di fuori di noi, si traduce nella volontà di crescere insieme al nostro territorio di riferimento e di leggerne e interpretarne i bisogni e le opportunità.

In un presente in cui l’intera costruzione sociale e i comportamenti che ne derivano sembrano fondati sulla negazione di un sistema saldo di valori, credo che il progetto più urgente sia quello di ribadire e rinforzare uno scenario realmente ancorato ad un insieme di principi, convalidati dalla nostra storia e dalla nostra tradizione. 

Le nostre basi sono solide, il nostro statuto affonda le radici nella Dottrina sociale della Chiesa e da questo deriva la centralità che noi, sia per un dovere etico che per un’intima convinzione, attribuiamo alla persona e al merito. Due aspetti che, se valorizzati, possono concretamente determinare il successo di un’impresa.

La questione consiste nel comprendere a fondo e nell’interiorizzare ancora di più le nostre radici, cogliendo appieno l’importanza e la naturale complessità di mantenere un progetto aziendale unico nel suo genere. Sappiamo che esso è anche la naturale conseguenza del buon lavoro svolto in questi anni, di un rafforzamento della Società ottenuto con scelte coraggiose che si sono dimostrate vincenti. È anche grazie a queste scelte che la Compagnia, oggi, può pensare di dispiegare una strategia di sostenibilità più complessa e strutturata, capace di generare effetti positivi su diversi fronti laddove aspetto economico, sociale e ambientale si trovano a convivere equilibratamente, offrendo maggiori vantaggi che se fossero considerati singolarmente.

Esistono progetti aziendali che sanno occupare un posto nella storia, perché entrano in contatto con correnti e tensioni che circolano al di fuori di qualsiasi obbligatorietà di legge, essendo più legate ad un intimo modo di essere e di intendere il mondo che a questioni formali. Sono esempi dirompenti che modificano l’equilibrio, tentando di imporne uno nuovo. Possiamo dire con orgoglio di avere scelto questo percorso.

Siamo una cooperativa e la responsabilità sociale è insita nel nostro modello di essere impresa. È questo a distinguerci nel mercato. Con la nostra Fondazione, che ho l’onore di presiedere, abbiamo ingaggiato una sfida reciproca: la Fondazione segue i progetti con modalità imprenditoriale, mentre la Società sente di dovere fare business con responsabilità sociale. Sta qui il segreto del nostro essere impresa. 

Paolo Bedoni

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Lettera dell'Amministratore Delegato

Lettera dell'Amministratore Delegato

Con il varo del Piano Industriale 2018-2020, il Gruppo Cattolica è entrato nel vivo di una delle più importanti trasformazioni della sua pur lunga storia. Ci stiamo rapidamente evolvendo, da impresa tradizionale, fondata su soluzioni assicurative classiche per una clientela relativamente omogenea, a moderna compagnia data-centrica, capace di un’offerta ricca e personalizzata, indirizzata a una tipologia di clientela ampia e variegata, che richiede trasparenza, rapidità e un’accurata attività di customer care.

Abbiamo accettato senza timori la sfida di mercati sempre più dinamici, in cui agiscono competitor nazionali e internazionali, forti dei nostri valori più autentici e della coesione verso il raggiungimento di obiettivi comuni.

Cattolica fu fondata con la profonda convinzione che il successo duraturo della cooperativa dovesse risiedere nella forza e nella vitalità del legame con il territorio e le comunità servite. Dopo oltre un secolo non soltanto crediamo ancora più profondamente in quella essenziale simbiosi, ma abbiamo ampliato i nostri orizzonti per abbracciare la filosofia della sostenibilità nel significato più ampio.

Come Cattolica, crediamo in scelte coraggiose e in un rapporto trasparente e leale con i nostri stakeholder. Il nostro orientamento di lungo periodo punta all’innovazione di prodotti e soluzioni, di pari passo con l’evoluzione della cultura aziendale, il tutto rimanendo fedeli alla nostra identità più autentica.

Anche grazie alla definizione di una strategia di sostenibilità ambiziosa ma percorribile cerchiamo di realizzare, in ogni ambito in cui emerga un’opportunità, azioni capaci di creare effetti positivi e innescare ulteriori progettualità a beneficio dell’organizzazione.

Esploriamo nuove opportunità senza perdere di vista il radicamento a ciò che ci rende diversi e riconoscibili agli occhi di chi già ci ha scelto e di chi entra in contatto con la nostra realtà aziendale.

Siamo consapevoli che il bisogno di una crescente trasparenza del business sia oramai un principio sentito tanto nella comunità economica quanto, in misura persino maggiore, all’interno della società civile. 

Le aspettative nei confronti delle imprese aumentano, e tale trend è tanto più importante per il settore dei servizi finanziari, che può e deve essere in prima fila nel supportare i cambiamenti dello scenario mondiale in ambito economico, sociale ed ambientale.

Sentiamo intensamente l’esigenza di accrescere il nostro impatto positivo sugli stakeholder di riferimento e di comunicare con efficacia i risultati che conseguiamo.

Siamo partiti lo scorso anno applicando le nuove regole che la Direttiva europea sulle informazioni non finanziarie ha introdotto e ne abbiamo colto le implicazioni per dare il via alla strutturazione di una governance adeguata della funzione CSR. La presente Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario, la seconda a soddisfare i nuovi requisiti normativi, amplia e migliora il lavoro intrapreso e aspira a rappresentare con maggiore dettaglio le iniziative nell’ambito della sostenibilità, gli obiettivi e i progressi realizzati.

Lo scorso anno sottolineavo l’importanza di una visione di lungo periodo. Voglio ribadire quest’idea, centrale nella mia concezione imprenditoriale: soltanto una prospettiva che vada oltre il breve termine legittima e rende possibile il perseguimento di traguardi importanti, evitando soluzioni di compromesso e impegni di facciata.

L’attenzione crescente che il Gruppo pone alle tematiche di sostenibilità è testimoniata anche dal fatto che per la prima volta una parte della remunerazione variabile di alcune figure apicali - tra cui quella dell’Amministratore Delegato - è direttamente correlata al raggiungimento di obiettivi focalizzati sulla responsabilità sociale d’impresa.

Il mio auspicio è che si realizzi quanto raccomandato da un noto studioso, quando afferma che «la CSR non va concepita come un modo tra i tanti per fare impresa, ma come la premessa e la cornice istituzionale entro cui fare impresa».

Credo che l’acquisizione di questa forma mentis e di questo atteggiamento sia il fine ultimo cui tutti dobbiamo tendere con impegno e convinzione. 

Alberto Minali

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Lettera del Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali

Lettera del Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali

Un numero crescente di imprese sta lavorando per integrare la sostenibilità in ogni fase del processo produttivo e ad ogni livello decisionale.

Iniziare a misurare l’impatto causato sugli stakeholder sotto la lente della responsabilità sociale d’impresa è la premessa necessaria, ancorché non sufficiente, per un approccio di lungo periodo che sappia coniugare efficienza economica e sensibilità sociale.

Un business model sostenibile è sempre più un fattore decisivo, tanto per la differenziazione rispetto ai competitor che per lo sviluppo di nuovi vantaggi competitivi o la difesa di quelli già esistenti.

A partire dallo scorso anno, Cattolica ha deciso di intraprendere questo percorso evolutivo, consapevole della complessità dell’obiettivo, ma determinata a perseguirlo. La strategia di sostenibilità deve aspirare ad una reale integrazione con il modello di business: una mancata o solo parziale integrazione rende la rendicontazione non finanziaria poco efficace e significativa e le politiche di sostenibilità scarsamente incisive.

Sono ancora relativamente poche le imprese capaci di calare la filosofia della sostenibilità ad ogni livello organizzativo e lungo tutta la catena del valore, in modo da conseguire risultati concreti, che vadano oltre la soglia critica di significatività.

Uno degli obiettivi cui teniamo maggiormente è proprio questo: rendere Cattolica una compagnia capace di avere un impatto positivo su tutti gli stakeholder, contribuendo al loro benessere grazie ad un business model integrato.

Non si tratta di una generica sensibilità sociale e ambientale o di una forma di filantropia vecchia maniera: vogliamo agire al meglio delle nostre possibilità su tutti i driver a nostra disposizione. La comprensione di tali impatti può a sua volta rafforzare il nostro modello di sostenibilità per gli anni a venire.

Ci stiamo muovendo rapidamente da una sostenibilità in tempo reale a una progettualità di più ampio respiro, che ambisce ad anticipare strategie ed obiettivi grazie ad una attenzione sempre maggiore alle istanze - vecchie e nuove - che ci vengono poste. Le imprese migliori hanno mete definite, riflettono sui modi in cui comprendere e valorizzare i propri punti di forza e sanno identificare le soluzioni per dispiegare al meglio le politiche e le scelte operative a vantaggio degli stakeholder. Noi aspiriamo ad essere una di queste imprese e stiamo lavorando con impegno in questa direzione.

Emanuela Vecchiet

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Analisi di materialità

La matrice di materialità è lo strumento metodologico comunemente utilizzato nella best practice internazionale, che Cattolica ha adottato e intende affinare e rendere più preciso e dettagliato di anno in anno. In termini di rendicontazione di sostenibilità, sono considerati materiali, ovvero rilevanti, quegli aspetti di natura economica, sociale e ambientale su cui un’impresa esercita un effetto significativo (positivo o negativo) e che potrebbero influenzare in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholder. Coerentemente, l’analisi di materialità tiene in considerazione non solo il punto di vista dell’organizzazione, ma anche quello degli stakeholder stessi.

Highlights

ENERGIE RINNOVABILI
Investimenti per
163
mln €
 
FORMAZIONE
Ore erogate
54.436
h
 
FONDAZIONE CATTOLICA
Erogazioni complessive oltre
2,4
mln €
 

Dati e Grafici

È possibile consultare i dati scegliendo la modalità di visualizzazione (grafico o tabella), il set di indicatori di interesse e il periodo, selezionando gli anni nel menù a tendina. Per visualizzare i dati numerici è sufficiente toccare le barre dell’istogramma.
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    2017 2018
VALORE ECONOMICO GENERATO DAL GRUPPO DATI ESPRESSI IN MILIONI    
Valore economico generato   879,1 1.183,1
Valore generato distribuito   792,4 1.009,4
Valore generato trattenuto   86,7 173,8
       
SPACCATO VALORE ECONOMICO DISTRIBUITO DATI ESPRESSI IN MILIONI    
Dipendenti   193,6 204,7
Agenti e intermediari   488,8 621,8
Azionisti   26,3 40,4
Finanziatori   12,5 39,0
Pubblica Amministrazione   64,4 94,1
Collettività   6,6 9,5

Cosa abbiamo fatto

OTTOBRE

Costituzione del Comitato per Governo Societario e la Sostenibilità, mediante l’ampliamento delle funzioni del preesistente Comitato per il Governo Societario.

 

 

NOVEMBRE

Creazione di un Team Interfunzionale di supporto alla funzione CSR, composto da uno o più membri per ciascuna delle funzioni aziendali coinvolte, designato/i direttamente dal Direttore/Responsabile di ciascuna funzione.

 

 

DICEMBRE

Definizione e strutturazione di un processo organizzativo per la redazione della Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario del Gruppo, nel rispetto della normativa, della best practice consolidata e delle scadenze del calendario finanziario interno.

 

MARZO

Definizione di una policy ambientale con riferimento alla tenuta agricola Ca’ Tron, che include un’analisi dei principali rischi in ambito ambientale generati o subiti legati alle attività della tenuta e l’identificazione delle aree di miglioramento in ambito ambientale, approvata il 7 marzo 2019.

 

MARZO

Affinamento e ampliamento dell’attività di analisi e valutazione dei rischi di sostenibilità, con un focus particolare sull’analisi dei rischi secondo i criteri ESG.

 

 

DIC/GEN

Affinamento della analisi di materialità e avvio di attività di stakeholder engagement, con la definizione di un processo di aggiornamento della matrice di materialità su base annuale, che per il 2018 ha visto il coinvolgimento di 3 tra le principali categorie di stakeholder della Compagnia, quali dipendenti, soci, e agenti.

 

FEBBRAIO

Prima adozione dei Sustainable Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite all’interno della DNF, con collegamento delle attività e iniziative svolte durante l’anno ai singoli target riferibili agli SDGs prescelti.