Outlook

Scenario macroeconomico 2017

Il 2017 presenta un quadro di crescita particolarmente positivo per tutte le aree economiche, sulla scia di quanto si era già manifestato nell’anno precedente.

  • Negli Stati Uniti è proseguito il ciclo espansivo: la rilevazione alla fine del terzo trimestre proietta una crescita tendenziale del prodotto interno lordo nell’ordine del +2,5% per il 2017, il livello di disoccupazione al 4,3% è al minimo dal 2000 e gli indicatori di fiducia compositi sono stabilmente in territorio espansivo. La Federal Reserve ha proseguito il processo di normalizzazione dei tassi in modo molto prudente e graduale, effettuando tre rialzi da 25 punti base ciascuno.
  • Nell’Eurozona si è consolidata la tendenza al miglioramento del quadro macroeconomico già in atto negli ultimi trimestri. Si è attenuata anche la divergenza in termini di crescita e occupazione tra l’area dei Paesi core, più virtuosi in termini di indebitamento, e l’area mediterranea per la quale, tuttavia, i livelli medi di occupazione e produttività rimangono ancora distanti da quelli precedenti la crisi. L’inflazione, dopo un recupero nella prima parte dell’anno, ha registrato un calo e si è assestata intorno all’1,5%. La Banca Centrale Europea, pur ribadendo la sua intenzione di proseguire l’azione di politica monetaria espansiva per sostenere la crescita e raggiungere gli obiettivi di inflazione, ha segnalato ai mercati un percorso di graduale riduzione dello stimolo, programmando una diminuzione della quantità di titoli governativi e corporate acquistati su base mensile.
  • In Italia gli indicatori correnti e anticipatori si sono mantenuti su livelli ben superiori alle attese per tutto il corso dell’anno, sia per quanto riguarda i servizi che per il settore manifatturiero e delle costruzioni. I consumi hanno tenuto meglio del previsto con un +1,5% medio rispetto all’anno precedente. La disoccupazione è scesa all’11,2% nell’ultima rilevazione di settembre. Dopo aver toccato i minimi nella prima parte dell’anno, i salari registrano una variazione positiva media di +0,5% nell’anno, ancora lontani dai livelli pre-crisi e dalla media dell’Eurozona. Il Paese comunque sorprende positivamente in termini di crescita complessiva, proiettando un incremento del PIL nell’intorno dell’1,5% a fine anno.

Mercati obbligazionari

I primi mesi del 2017 sono stati caratterizzati da un andamento altalenante dei rendimenti offerti dalla componente obbligazionaria governativa europea ed americana. Venuti meno i rischi legati all’esito elettorale francese, il mercato obbligazionario europeo ha registrato un forte recupero. In tale contesto la Federal Reserve ha rialzato per tre volte i tassi di riferimento, mentre la BCE ha confermato la propria impostazione espansiva con la prosecuzione del piano d’acquisti di titoli obbligazionari, seppure proiettando una diminuzione degli stessi a partire dal 2018.

Mercati azionari

I mercati azionari hanno registrato andamenti ampiamente positivi a livello globale. L’onda lunga delle elezioni presidenziali USA ha spinto le borse americane su nuovi massimi, in un contesto di volatilità estremamente bassa. Si sono distinti in modo particolare i titoli del settore tecnologico.

In Europa, dopo un avvio moderato, il superamento di alcune tensioni politiche, soprattutto in Francia, ha dato un notevole impulso ai mercati. Nell’ultima parte dell’anno gli indicatori di fiducia si sono tradotti in dati macroeconomici che hanno superato le attese, soprattutto in Italia. La borsa di Milano è stata tra le migliori del continente anche grazie alla riduzione dello stock delle sofferenze nel settore bancario.

Le performance annuali, al lordo dei dividendi, sono state le seguenti: negli Stati Uniti, l’indice S&P 500 ha registrato una performance positiva del 21,8% e il Nasdaq del 29,7%; in Europa, l’Eurostoxx 50 ha registrato una crescita pari al 9,9%, il Ftsemib pari al 16,9% e il Dax pari al 12,5%; in Giappone il Nikkey ha registrato un incremento del 21,3%. L’indice MSCI dei paesi emergenti ha chiuso a +37,5%, con Shangai a +24,3% e Hong Kong a +41,3%.

Mercati dei cambi

Dopo una fase di sostanziale stabilità nel primo trimestre del 2017, il dollaro americano ha mostrato una debolezza generalizzata nei confronti delle altre valute mondiali. L’inconsistenza riscontrata dai mercati nell’approccio di politica economica e internazionale nei primi mesi del nuovo governo ha spinto gli operatori a rivedere il percorso di normalizzazione della Federal Reserve, che pure ha eseguito un triplice rialzo da 25 punti base complessivi del tasso guida nel corso dell’anno.

Di contro, la moneta unica europea ha beneficiato di un contesto più positivo e di una sensibile diminuzione dei rischi politici, con flussi in acquisto che ne hanno sostenuto l’andamento. Il dollaro ha concluso l’anno a 1,20 verso l’euro, mentre alla stessa data erano necessari 112,6 yen per acquistare un biglietto verde.

Mercato immobiliare

Il 2017 ha segnato un vero record per gli investimenti nel real estate italiano che hanno sfondato il muro degli 11 miliardi di euro. Si tratta dell’ammontare più alto mai raggiunto in crescita del 21% rispetto ai 9 miliardi del 2016. A crescere maggiormente è stato il segmento degli immobili per la logistica, che ha quasi raddoppiato (+95%) le cifre dell’anno precedente con investimenti oltre 1,2 miliardi. Tuttavia è stato il settore direzionale-uffici a trainare il mercato con investimenti per 4 miliardi (+10%) rispetto al 2016. In leggera flessione, invece, gli spazi commerciali, con investimenti per 2,4 miliardi, il 5% in meno rispetto al 2016. I più penalizzati sono stati i centri commerciali situati nelle piccole cittadine a causa di offerta abbondante e crescita dell’e-commerce. Ottimi anche i risultati del comparto alberghiero, che ha attratto investimenti per 1,1 miliardi, in crescita del 50% rispetto al 2016.

Con questi risultati è possibile affermare che il comparto immobiliare italiano continua ad attrarre gli investitori, soprattutto esteri e che il trend proseguirà nel 2018, non solo nelle piazze principali, ma anche in mercati secondari, confermando anche un solido trend del mercato degli affitti soprattutto a Milano.

 

Prevedibile evoluzione dell’attività

In un mercato assicurativo caratterizzato ancora da un’elevata competitività e da bassi tassi di interesse, fatti salvi eventi straordinari, prevediamo un esercizio in linea con il Piano Industriale 2018-2020.