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Non rimanere al buio! Trucchi ed accorgimenti di lighting design

di Andrea Castrignano

9 Novembre 2022

Chi come me si occupa di Interior Design sa bene che nella fase di progettazione di un ambiente c’è un aspetto fondamentale che spesso viene erroneamente trascurato dai committenti. Provate a immaginare di entrare in una stanza nuova, cos’è che colpisce all’istante i vostri occhi ed è in grado di cambiare le vostre sensazioni e percezioni? La luce ovviamente! Essa, infatti, rappresenta un elemento fondamentale per il corretto equilibrio psico-fisico dell’essere umano. L’illuminazione, inoltre, non solo migliora l’appeal estetico di uno spazio chiuso ma incide anche notevolmente sul comfort degli ambienti.


Diciamoci la verità: se almeno una volta nella vostra vita vi siete ritrovati a ristrutturare o arredare una casa, senza l’aiuto di un professionista, sono abbastanza sicuro che avrete dato la priorità alla scelta e alla disposizione della cucina, dei mobili e degli elementi d’arredo, non pensando al lighting design. Il pericolo è quello di trascurare il concetto che la luce crea nell’atmosfera d’insieme della vostra casa, rischierete di accorgervi dei limiti del sistema d’illuminazione solo a lavori terminati. A quel punto avrete solo due opzioni: accontentarvi o intervenire perdendo così tempo e denaro. Perciò è fondamentale che il progetto d’illuminazione venga studiato da subito, proprio come per l’impianto idrico e quello del gas. 


Vorrei sottolineare che la giusta scelta delle luci è il primo passo per arredare una casa: non si tratta semplicemente di comprare una lampadina a luce calda o fredda, piuttosto che un lampadario più o meno grande, non è il corpo luminoso il problema. Il lighting designing varia in funzione dell’arredamento della vostra abitazione e rappresenta l’anima del progetto degli interni. Vediamo ora alcuni elementi da prendere in considerazione per una corretta progettazione. 


Quando crei il tuo studio illuminotecnico occorre trovare il giusto equilibrio tra luce naturale e luce artificiale e vi assicuro che non è così facile come può sembrare. La prima sarà la fonte d’illuminazione principale mentre la seconda sarà indispensabile nelle ore serali e notturne (proprio quando viviamo maggiormente la casa) o nelle giornate molto nuvolose. Se siete alle prese con una ristrutturazione o una ridistribuzione degli ambienti valutate attentamente la disposizione degli spazi. Cercate, per esempio, di adibire a zona giorno un locale orientato strategicamente a sud, sud-est o sud ovest. Così facendo, infatti, la stanza che tendenzialmente verrà utilizzata maggiormente godrà di molte più ore di luce rispetto alla zona notte. Vi assicuro che in questo modo ne beneficerà sia il vostro umore sia la vostra bolletta dell’elettricità.


Per quanto riguarda la luce artificiale cercate di trovare un equilibrio tra l’illuminazione tecnica, come faretti a incasso o estrusi, utile a garantire il comfort visivo, e quella decorativa, vero e proprio elemento d’arredo. Il mio consiglio è quello di cercare di fare una distribuzione delle sorgenti luminose in base alla loro funzione. 


L’ambient lighting, per esempio, è un tipo di illuminazione omogenea, chiara e ben distribuita, utile principalmente a garantire il comfort visivo e a creare la giusta atmosfera. Il task lighting, al contrario, è un tipo di illuminazione intensa e diretta specificatamente studiata per le aree di lavoro (come il piano della cucina) o le postazioni dedicate allo studio/smartworking. L’accent lighting sono quei punti luce focali pensati per illuminare e mettere in evidenza dettagli architettonici, opere d’arte e oggetti d’arredo.


Lo sapevate che l’uso dell’illuminazione artificiale può enfatizzare o smorzare, a seconda delle vostre esigenze, la carica cromatica delle vostre pareti? Ad esempio, l’illuminazione direzionale, data da luci a binario o sospensioni può attenuare l’accento visivo delle colorazioni delle pareti. Mentre le soluzioni ad incasso, che personalmente amo molto, garantiscono una luce morbida che tende ad accentuare maggiore luminosità alle pareti o ai pavimenti.


Se avete delle stanze piccole esistono dei trucchi illuminotecnici che ci aiutano a farle apparire più grandi. In questo caso non focalizzate l’illuminazione esclusivamente in un punto centrale e con punti luce ingombranti, ma prediligete plafoniere o soluzioni ad incasso appositamente progettate per ambienti con soffitti bassi. Altra opzione interessante è quella di scegliere un lampadario di design dotato di bracci per orientare la luce verso l’alto. Un trucco semplice ed efficace è quello di indirizzare la luce verso il soffitto: tutto l’ambiente apparirà più grande e luminoso. Se proprio non riuscite a rinunciare a un punto luce importante e d’impatto vi consiglio di sceglierne uno in vetro, plexiglass o acciaio. Questi materiali, infatti, riflettendo la luce creano un effetto ottico che inganna il nostro occhio e ci fa percepire gli ambienti più ampi.


Come detto in precedenza l’illuminazione è in grado di modificare l’atmosfera di un ambiente influendo anche sull’umore di chi ci vive all’interno. Come? Attraverso la temperatura colore della sorgente luminosa. Le luci calde, infatti (con una temperatura colore inferiore ai 3.300 K) contribuiscono a creare un’atmosfera più accogliente e piacevole. Le luci fredde (con una temperatura colore superiore ai 5.300 K) sono particolarmente indicate se si vuole conferire all’ambiente un’atmosfera energica e stimolante. 

Allora, vi ho convinti a non rimanere al buio? Sono sicuro che se rivedrete l’illuminazione della vostra casa, seguendo questi pochi e semplici consigli, i vostri ambienti e la vostra vita domestica acquisiranno tutta un’altra luce!

 

Andrea Castrignano
Interior designer, creativo, personaggio pubblico.